Mancino e l’art. 51 della Costituzione
Il vicepresidente del CSM Nicola Mancino sembra messo lì quasi dalla politica ad addomesticare la Magistratura e quando proprio non ci riesce dice delle cose che non sono assolutamente condivisibili.
Ieri arriva la notizia che De Magistris si candida con l’IdV e Mancino se ne esce con la necessità di bloccare situazioni di questo genere. Rprendo la notizia anche da altre fonti, in particolare quella del Giornale, scritta da Stefano Zurlo, che sembra voler stigmatizzare negativamente il fatto che i Magistrati che si candidano poi rientrano al loro posto di lavoro una volta finito il mandato.
Fortunatamente entrano in campo Tenaglia e l’ANM a ribadire che le regole democratiche sono rispettate e che le libertà personali non possono essere tolte ai magistrati.
L’idea che la migliore società civile sia PRESTATA alla politica per rendere un servizio alla Repubblica evidentemente non sfiora nemmeno l’anticamenra del cervello a quelli che sono diventati politici di professione… dimenticando però chel’art. 51 della Costituzione recita al comma 3:
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

