Pausa pranzo
Il buon ministro Rotondi cede al vezzo dei politici di far parlare di se e propone, a titolo personale e non a nome del governo, di eliminare la pausa pranzo.
A parte le considerazioni sull’efficientismo che sembra trasparire dai nostri attuali ministri, tra cui il buon Brunetta, che sembrano ispirate a logiche da padrone del primo periodo di sviluppo industriale… oramai sorpassate da circa 150 anni…
… a questo punto mi chiedo perché non abbiano ancora pensato a quanto si potrebbe produrre in più eliminando il sonno notturno e destinando, in media, otto ore in più al lavoro… ma non dispero…
Misure anticrisi, posta elettronica certificata ed opportunità di lavoro
Il 28 novembre il Governo ha emanato il Decreto Anticrisi, contenente misure urgenti per consentire di fronteggiare la crisi economica internazionale.
Il Decreto è una misura, quindi, da 80 miliardi di euro che dovrebbe garantire un po’ di respire alle famiglie più disagiate ed a basso reddito, con misure straordinarie volte a portare qualche euro in più nelle loro casse, in maniera da evitare la stagnazione dei consumi in un momento in cui il mercato si contrae con ricadute pesanti anche sul fronte dell’occupazione e del mercato del lavoro, che investe addirittura il colosso Google (cosa di cui avevo già fatto supposizione dagli effetti). Ci sono anche altri provvedimenti eccezionali, quali il blocco di alcune tariffe che hanno incidenza sulle tasche degli italiani ed il chiacchierato provvedimento dell’aumento IVA per SKY.
Leggendo il testo del Decreto Anticrisi, quello che mi ha colpito è l’art. 16, che ai commi 6, 7 e 8, impone l’utilizzo della posta elettronica certificata ad imprese, professionisti iscritti in albi e pubbliche amministrazioni.
La PEC (posta elettronica certificata), come riportato da wikipedia, è un’invenzione tutta italiana, che rispetto alla e-mail normale, assume il valore legale della raccomandata. Questo costituisce un vantaggio economico per le imprese che quotidianamente lavorano con moli notevoli di raccomandate, una riduzione dei tempi, la riduzione delle code alle Poste, ecc. Il costo del servizio è generalmente basso (aruba 5,00+iva) e, pertanto, accettabile e sopportabile, anzi, si traduce in un vantaggio economico notevole per chi ne fa un uso massiccio.
A mio avviso questo costituisce un cambiamento notevole, quasi epocale, che da un lato offrirà la necessità di riqualificare molto personale, soprattutto nelle imprese, con corsi di formazione specifici per adattarsi alle nuove modalità e procedure richieste dal lavoro quotidiano, opportunità per chi cerca lavoro nell’ambito di formatori e fornitori di servizi del comparto dell’IT.
Ricordiamo che i fornitori di PEC, sono provider che hanno ottenuto una specifica certificazione dal CNIPA, che cura anche l‘elenco dei fornitori di tale servizio, per i quali questo provvedimento apre un business da diverse deceine di milioni di euro l’anno.
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

