Politically scorrect o cafone matricolato?
Oggi il buon Brunetta si è espresso senza mezzi termini circa i propri avversari politici.
Non faccio commenti!
Update: il cardinale Bagnasco ha analizzato la situazione politica, giungendo ad una grande conclusione.
Il Nobel mancato
L’articolo dell’espresso su Brunetta ha scoperchiato la pentola ed ora si sente la puzza di bruciato. Le risposte sul suo blog non sono tardate, però, come al solito, degli spot. Restano i veri interrogativi che copio/incollo da l’espresso, rosso e in parentesi quadre la mia aggiunta:
L’on. prof. Renato Brunetta, anziché rispondere alle domande semplici semplici che emergevano dall’inchiesta de L’espresso, ha messo on line sul suo bel sito una gran messe di documenti in pdf, convinto che la quantità delle parole sia più rilevante del loro significato. Da tutta questa documentazione emerge (a questo punto a prova di smentita, visto che i documenti li ha messi on line l’on. prof. medesimo) [avrà letto il contenuto di quello che ha aggiunto?]:
1. Che effettivamente al Parlamento europeo l’on. prof. è stato un assenteista, bigiando quasi metà delle sedute sia nella V sia nella VI legislatura.
2. Che effettivamente è stato bocciato al concorso per diventare ordinario, anche se lui ha poi fatto ricorso. Ricorso che, come scritto da L’espresso, non ha avuto esito perché nel frattempo Brunetta ha usato la scorciatoia di Teramo.
3. Che l’on. prof. Brunetta ha davvero un’intelligenza da Nobel, perché dopo aver accusato L’espresso (che non ha pubblicato gli indirizzi delle sue case) di aver messo a repentaglio la sua sicurezza, l’on. prof. ha pubblicato lui stesso on line due indirizzi di due sue abitazioni, inclusa quella di residenza.
4. Che, a proposito di Nobel, nel famoso articolo di Ricardo Franco Levi [altro personaggio di cui abbiamo parlato in questi giorni] da lui brandito in tivù non si diceva affatto che era in grado di vincere il Nobel, ma solo che faceva parte di una nutrita schiera di giovani promettenti (e prima di Brunetta, a cui è dedicato solo l’ultimo capoverso, ci sono almeno altri trenta nomi; del futuro ministro si diceva che «ha anteposto alla carriera accademica la collaborazione con Gianni De Michelis» [quindi mi sembra che abbia detto l'esatto contrario] ).
5. Che l’on. prof. Renato Brunetta non ha nulla da rispondere su alcune cosucce di cui si parlava su L’espresso, tipo che i robusti lavori di ristrutturazione della sua casa vista mare (e da cui si vedono una serie di piscine interrate molto lussuose) a Ravello sono stati autorizzati da un sindaco che subito dopo è diventato suo remunerato consulente al ministero, o che l’on. prof. s’intascava la differenza tra i rimborsi Ue e il costo effettivo dei biglietti aerei che prendeva le non molte volte che andava a Strasburgo, o che dopo aver avuto in affitto per 15 anni una casa di un ente pubblico a un prezzo di favore l’on. prof. l’ha pure acquistata a un prezzo di favore.
Come ho già scritto, non si tratta neppure di cose gravissime: piccole furbate, molto italiane, un po’ fannullonesche, niente di più. Certo, in America basterebbe e avanzerebbe per stroncare una scalata alla Casa Bianca, ma da noi c’è di peggio.
Update: in mattinata qualcuno deve averlo avvisato e l’on. prof. ha cancellato gli indirizzi dal suo sito, sostituendoli con degli omissis. Io ovviamente avevo già scaricato sul pc le vecchie versioni dei pdf, quelle con le vie e i numeri civici, che però non pubblico per rispetto della privacy (semmai gli spedisco una cartolina). Dall’on. prof. tuttavia a questo punto mi aspetterei almeno un ringraziamento, visto che sul suo sito si era automesso in “una personale situazione di rischio non solo potenziale”, per usare le sue parole.
Insomma, un pezzente che si è fatto strada con la politica! In mano a che gente siamo finiti!
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Manifestazione del 30 ottobre: riflessioni del giorno dopo
Ho deciso di mettere insieme un po’ di risorse per fare chiarezza sulla questione della riforma scolastica, anzitutto il Decreto Gelmini, quello dei grembiulini, la cui approvazione ha fatto partire le manifestazioni plebiscitarie. In realtà non ha nulla di scandaloso, ma il ripristino del maestro unico (art. 4), UNICO e non prevalente, se non fosse che questo comporta dei tagli con una tremenda ricaduta sociale immediata sul personale e, a lungo termine, sulla qualità dell’istruzione.
In realtà siamo tutti in ritardo: le opposizioni istituzionali, i sindacati, e la società civile tutta! Solo gli studenti si sono fatti sentire, dalle università e dai licei forse sono la sola coscienza civile dell’Italia ed hanno a cuore la possibilità di sognare un futuro in cui sia ancora possibile un po’ di mobilità sociale.
La realtà è che la Legge 133 è passata già da qualche mese! E’ la stessa legge contro i fannulloni, come sono stati definiti mediaticamente ad arte i dipendenti pubblici, trasformata in legge, ad arte il 6 agosto, quando tutti vanno in ferie, nella speranza che, sotto l’ombrellone, la gente evitasse di occuparsi di certe cose… è la stessa legge che all’art. 16 modifica l’istituzione dell’università pubblica per trasformarla in fondazione e, al comme 6 “Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitario i nuovi soggetti, pubblici o privati“; che all’art. 21 modifica la disciplina dei contratti a tempo determinato, e non a favore dei lavoratori; e che all’art. 23 rende privato il servizio di erogazione dell’acqua degli acquedotti pubblici… e preferisco non entrare nel resto dei dettagli che, tra l’altro, portano anche a indiviuare lavoratori di serie a e serie b, o forse anche c…
La manifestazione del 30 ottobre è stata importante, anzi importantissima, perché la gente, quella vera, che lavora, fatica a vivere e paga le tasse ha dimostrato di avere una testa pensante, di soffrire per questi provvedimenti che mortificano i lavoratori, che riducono la possibilità di vivere in maniera dignitosa, che tagliano la possibilità di sognare un futuro per i figli e che, per di più, sono adottate con un autoritarismo che ha il sapore del regime.
Le coscienze si sono svegliate per un giorno, ora impegniamoci affinché duri…
Un riferimento utile per informarsi.
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In Italia un Nobel come Ministro
Guardate questo video e ditemi se non è da strapparsi i capelli!
Misure contro i Fannulloni?
utuntu mi segnala in un commento ai miei precedenti articoli sull’operato del Governo contro i ‘Fannulloni‘:
dall’art. 38 della costituzione: I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
bisogna partire dal presupposto che in media il salario normale (per essere buoni) è già il minimo adeguato alle esigenze, a confronto col costo della vita, pertanto una tassazione per malattia lo fa scendere sotto il minimo ingiustificatamente.
La prima riflessione è che gli attuali politici non sono tutti proprio dei fini costituzionalisti… poi che se pensano subito a riprendersi le pensioni, contemporaneamente pensano di farsele pagare dai più deboli… peraltro facendo passare sotto silenzio la notizia, grazie alla manipolazione delle informazioni.
update: la seconda riflessione è che lavorano sulle categorie, infatti lo scorso Governo ha lavorato sui Bamboccioni

