Nintendo Wii: ma esiste la libera concorrenza?
Stavo pensando di comprare il Nintendo Wii quindi ho fatto un giro per negozi. Il giro è stato fatto a Roma, zona Tiburtina. I negozi che trattano le consolle per videogiochi in quella zona sono, in buona sostanza, Eldo, Trony, Euronics, Panorama, Blockbuster, qualche km più in là c’è il centro commerciale Auchan.
Anzitutto desideravo provare la consolle, per vedere se è effettivamente rivoluzionaria come si legge: nessuno dei negozi dispone di una macchina di prova, mentre troneggiano quasi ovunque macchine di prova disponibili per la PS3 e la XBOX360. Anche chiedendo non è stato possibile provare il Wii.
Quello che però mi ha colpito negativamente è che sembra non esistere concorrenza: tutti i negozzi visitati hanno la stessa identica offerta, ovvero il Nintendo Wii completo di Wii Sports ad un prezzo variabile tra €259,00 ed € 259,90.
Una cosa analoga circa un mese fa la avevo riscontrata per il cellulare Sony Ericsson W810i, venduto all’epoca ovunque al prezzo di €299,00.
Mi chiedo se questo stato di cose derivi da una oggettiva situazione in cui il margine di guadagno è molto risicato per i rivenditori, al punto che non è possibile alcuno sconto a pena di rimetterci, o se invece non vi siano dietro logiche speculative del tipo ‘ora si vende a qualunque prezzo e non aumentiamo semplicemente per non favorire il concorrente/dirimpettaio’. Ovviamente la situazione peggiore sarebbe quella di una logica di cartello, del tipo ‘ora che abbiamo distrutto la concorrenza dei piccoli rivenditori e possiamo vendere tutti al prezzo più alto possibile, ma uguale, ed intascare il massimo introito possibile’.
Questo mi fa riflettere un pò sulla polemica degli ultimi mesi sull’idea di portare anche i carburanti nei centri commerciali, cosa che dovrebbe garantire una maggiore concorrenza tra i gestori a favore dei consumatori.
A parte che i gestori oggi hanno un margine di manovra estremamente esiguo, visto che il prezzo è in gran parte determinato dalla tassazione e dall’utile della compagnia di riferimento (ed in questi anni le compagnie hanno avuto utili da paura confermati dalle performance dei loro titoli in borsa), per quanto poi, non è che questo vantaggio economico per il consumatore si avrebbe solo fin quando non si annienta la concorrenza degli altri distributori?
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Scritto il : 28 Marzo 2007 in Risorse | Sottoscrivi il feed
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