L’Italia è una oligarchia basata sul lavoro dei precari

ottobre 29, 2008 · Categorie politica, Riflessioni 

Già da tempo, da quando è in vigore il “porcellum“, penso che oramai l’Italia è una oligarchia, ato che il potere è in mano a pochi, gli ultimi sviluppi delle leggi elettorali, che hanno el tutto cancellato la possibilità delle minoranze di essere rappresentate, ma anche la possibilità di avere degli outsider, come fu la stessa Lega nello scorso decennio, mi hanno convinto del fatto che oggi c’è meno democrazia che nel 1902, all’epoca ello statuto albertino e del diritto i voto basato sul censo.

Non c’è democrazia anche perché questa legge ribalta i risultati del referendum del ’93, che è rimasto totalmente inascoltato.

Tuttavia sembra che la situazione sia destinata a peggiorare, visto che anche per le europee si vuole ulteriormente mettere mano alla legge elettorale in una direzione che impedisce alle minoranze di avere una rappresentanza, ma ovviamente, l’obbiettivo è quello di prendere ancora potere e di continuare a raccontarci che le cose vanno bene, ripulendo ulteriormente l’immagine del governo, magari con i calendari dell’anno che verrà…

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Comments

4 Responses to “L’Italia è una oligarchia basata sul lavoro dei precari”

  1. duhangst on ottobre 29th, 2008 14:35

    Purtroppo hai perfettamente ragione..

  2. Italy is an oligarchy | cappellate in english on ottobre 29th, 2008 18:11

    [...] from the italian post on cappellate Ottobre 29, 2008 | Filed Under politics  [...]

  3. Corsi di marketing per il governo on dicembre 7th, 2008 14:16

    [...] degli ultimi giorni non fanno altro che mostrare quanto si sta imbananendo questa Repubblica, che di democrazia ha ancora poco, anzi [...]

  4. Emanuele Vilei on marzo 1st, 2009 10:05

    La Gazzetta del Mezzogiorno
    BARI

    Gentile Direttore
    Sulla rubrica lettere al direttore del 12 febbraio 2009 leggo il parere dato dal Signor Valentino Castriota il quale si dichiara sostenitore della legge che ha introdotto lo sbarramento del 4% per le elezioni europee.
    Al di la del parere che rispetto ma non condivido, dobbiamo considerare che qualsiasi quota di sbarramento, ed in questo caso quello del 4%, di fatto nega a più di 2 milioni di italiani la possibilità ad essere rappresentati.
    Sicuramente nessuna percentuale di sbarramento sarà in grado di eliminare la vituperata frammentazione, di solito innescata da forte dissenso interno al grande partito, a ciò basti pensare alle scissioni che spesso sono avvenute permettendo la creazione di nuove formazioni politiche e movimenti, del resto è sufficiente farsi eleggere in un grande partito e subito dopo uscirne per fondare un nuovo piccolo partito.
    Già dalla legge elettorale dei collegi uninominali e successivamente con le liste regionali che abolivano le preferenze, agli italiani, è stata negata la rappresentatività e il diritto di scelta, proprio per questo dovremmo rileggerci attentamente la prima legge elettorale proporzionale dove possiamo notare che esisteva un quorum per l’elezione in parlamento che si ricavava dividendo il corpo elettorale per il numero dei deputati da eleggere; l’unico difetto, mai corretto, era che si poteva aver diritto al conteggio dei resti nazionali anche avendo ottenuto il quorum in una sola circoscrizione. Sarebbe stato più corretto riservare il conteggio dei resti solo nella circoscrizione del raggiunto quorum garantendo così la rappresentanza anche alle piccole minoranze.
    Distinti Saluti
    Lecce 12 febbraio 2009

    Emanuele Vilei

    emanuele.vilei@virgilio.it

    già pubblicata sulla relativa rubrica
    della “La Gazzetta del Mezzogiorno”

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