Italia a marcia indietro: il digital divide? Trenitalia divide!
novembre 27, 2007 · Categorie Riflessioni, Risorse
Trenitalia divide in Italia!In un’epoca in cui l’Italia rischia di rimanere indietro nella integrazione delle nuove tecnologie di comunicazione, si immagina che, almeno le tecnologie mature, quelle dei trasporti, siano utilizzate e sviluppate appieno per consentire trasferimenti sempre più veloci e capillari, annullando fisicamente le distanze che già virtualmente vengono abbattute grazie alle nuove tecnologie della comunicazione. Si è portati a pensare, visto anche il successo delle compagnie aeree low cost, che la mobilità stia diventando alla portata di tutti con possibilità di trasporto che consentono di raggiungere quotidianamente, in poco tempo, luoghi di lavoro fino a ieri non accessibili, magari anche in un’altra nazione, per ritornare, comodamente e velocemente in tempo per lo shopping con la famiglia o per frequentare il centro sportivo.
Una piena applicazione di questo si trova nel sistema ferroviario giapponese già da decenni. In Europa un treno che attraversa il tunnel sotto la Manica collega Parigi e Londra in poco più di due ore, coprendo una distanza di circa 492km.
Una piena applicazione di questo si trova nel sistema ferroviario giapponese già da decenni. In Europa un treno che attraversa il tunnel sotto la Manica collega Parigi e Londra in poco più di due ore, coprendo una distanza di circa 492km.
In Italia le promesse legate al Treno ad Alta Velocità, la TAV, ancora incompleta e realizzata con investimenti enormi ci avevano fatto sognare un collegamento tra Napoli e Milano in 3 ore, da Napoli a Roma in 45minuti, manco il tempo di leggere il giornale.
Poi la disillusione!
Ancora mi chiedo come possano resistere i pendolari, meglio comprarsi delgi appartamenti a Milano che dover sottostare alle ripetute buffonate delle ferrovie Italiane…si risparmia, anche se i prezzi sono carissimi, in stress e psicologo! Trenitalia gestisce il sistema in maniera medioevale, in pratica ha trasferito i vecchi treni Eurostar, chiedendo un supplemento, sui binari destinata all’Alta Velocità ferroviaria e percorre, nella migliore delle ipotesi, la tratta da Napoli a Roma in 1h e 27m, quindi 200km… quindi con una velocità media di circa 130km/h.
Ma hanno messo il tutor anche sui binari? C’è l’autovelox nascosto tra le traversine?
Ma stiamo scherzando?
Trenitalia però è riuscita a fare di peggio!
Non so chi studi le statistiche di utilizzo dei treni in modo da capire quali fasce orarie sono da potenziare per la maggiore richiesta degli utenti rispetto ad altre che invece hanno poca richiesta, dove quindi è possibile limitare i costi. Non ci vuole un premio Nobel per capire che le fascie di maggiore utilizzo sono quelle che consentono di collegare due città in maniera tale che il traffico dei pendolari, cioè dei lavoratori che hanno la necessità di spostarsi tra le due città quotidianamente. Ovviamente il maggiore afflusso si concentra nelle due fasce: mattutina – prima che gli uffici aprano; pomeridiana, cioè quando gli uffici chiudono.
Poi la disillusione!
Ancora mi chiedo come possano resistere i pendolari, meglio comprarsi delgi appartamenti a Milano che dover sottostare alle ripetute buffonate delle ferrovie Italiane…si risparmia, anche se i prezzi sono carissimi, in stress e psicologo! Trenitalia gestisce il sistema in maniera medioevale, in pratica ha trasferito i vecchi treni Eurostar, chiedendo un supplemento, sui binari destinata all’Alta Velocità ferroviaria e percorre, nella migliore delle ipotesi, la tratta da Napoli a Roma in 1h e 27m, quindi 200km… quindi con una velocità media di circa 130km/h.
Ma hanno messo il tutor anche sui binari? C’è l’autovelox nascosto tra le traversine?
Ma stiamo scherzando?
Trenitalia però è riuscita a fare di peggio!
Non so chi studi le statistiche di utilizzo dei treni in modo da capire quali fasce orarie sono da potenziare per la maggiore richiesta degli utenti rispetto ad altre che invece hanno poca richiesta, dove quindi è possibile limitare i costi. Non ci vuole un premio Nobel per capire che le fascie di maggiore utilizzo sono quelle che consentono di collegare due città in maniera tale che il traffico dei pendolari, cioè dei lavoratori che hanno la necessità di spostarsi tra le due città quotidianamente. Ovviamente il maggiore afflusso si concentra nelle due fasce: mattutina – prima che gli uffici aprano; pomeridiana, cioè quando gli uffici chiudono.
I dati sopra riportati sono risultati che richiedono anni di studi assidui di università, superconsulenti e commissioni di inchiesta sui flussi di viaggiatori e decine di università ed esperti consulenti che esaminano le maree, l’influenza della luna e dei pianeti e i dati di consumo energetico di fonti rinnovabili alternative a tecnologia sperimentale?
No!
Basta una cosa banale: esaminare i dati di vendita degli abbonamenti e delle prenotazioni, unite ad uno studio di una difficoltà estrema: sedersi ad un bar della Stazione Termini per sette giorni consecutivi di una settimana lavorativa ed osservare a vista, senza alcuna tecnologia se non una macchina fotografica ed un orologio, in quali fasce orarie la stazione si riempie e poi quando si svuota ed in che misura.
Ebbene questo porta a pensare che Trenitalia punti ad aumentare l’offerta di mobilità nelle fasce in cui vi è maggiore richiesta. Una semplice logica di mercato: se c’è la fila per il sapone si rende disponibile più sapone, senza esagerare perché se ne metto troppo, poi quello che avanza non lo compra più nessuno ed io poi lo devo svendere!
Questa semplice logica, che si studia nelle facoltà di economia di tutto il mondo, ma che è nota anche al meno colto dei commercianti, dovrebbe guidare Trenitalia nell’aggiornamento degli orari.
No!
Basta una cosa banale: esaminare i dati di vendita degli abbonamenti e delle prenotazioni, unite ad uno studio di una difficoltà estrema: sedersi ad un bar della Stazione Termini per sette giorni consecutivi di una settimana lavorativa ed osservare a vista, senza alcuna tecnologia se non una macchina fotografica ed un orologio, in quali fasce orarie la stazione si riempie e poi quando si svuota ed in che misura.
Ebbene questo porta a pensare che Trenitalia punti ad aumentare l’offerta di mobilità nelle fasce in cui vi è maggiore richiesta. Una semplice logica di mercato: se c’è la fila per il sapone si rende disponibile più sapone, senza esagerare perché se ne metto troppo, poi quello che avanza non lo compra più nessuno ed io poi lo devo svendere!
Questa semplice logica, che si studia nelle facoltà di economia di tutto il mondo, ma che è nota anche al meno colto dei commercianti, dovrebbe guidare Trenitalia nell’aggiornamento degli orari.
Evidentemente Trenitalia assume degli asini!
Con il prossimo aggiornamento dell’orario, al di là di quelle che sono le intenzioni manifestate a parole, i due soli treni Intercity – uno alle 6.24 ed uno alle 7.30 – che collegano Napoli e Salerno con Roma, servendo contemporaneamente le stazioni di Aversa, Formia e Latina – importanti stazioni di scambio nei loro ambiti – e che consentono ai lavoratori di giungere in tempo in ufficio vengono soppressi.
Ma forse ha ragione Trenitalia, viene da pensare, forse che questi treni viaggiano vuoti?
Assolutamente no!
I treni viaggiano pieni al punto che è anche difficile trovare posto a sedere (parliamo complessivamente di una ventina di carrozze, quindi circa 2000 posti a sedere) e molti viaggiatori sono in piedi nei corridoi, al contrario dei treni di mezza mattinata, quelli che in maniera assurda e strampalata vengono mantenuti in servizio,
I treni viaggiano pieni al punto che è anche difficile trovare posto a sedere (parliamo complessivamente di una ventina di carrozze, quindi circa 2000 posti a sedere) e molti viaggiatori sono in piedi nei corridoi, al contrario dei treni di mezza mattinata, quelli che in maniera assurda e strampalata vengono mantenuti in servizio,
Ma Trenitalia non sarà così stupida da non avere provveduto alla sostituzione con treni magari più capienti, moderni efficienti e veloci…
… e invece SI!
Nessun treno è previsto in sostituzione di due treni che portano ogni giorno un paio di migliaia di viaggiatori al posto di lavoro!
La cosa la documento mettendo in rete le schermate dell’orario dei treni fino al 7 dicembre 2007 e quello vigente dal giorno 8 dicembre 2007 come disponibile sulla biglietteria online di Trenitalia.
Trenitaliaaaaa!
Licenzia gli asini che fanno queste modifiche all’orario, o mettili a fare le pulizie sui treni, perchè nel terzo millennio, con le nuove tecnologie si auspicano dei miglioramenti capillarizzati per consentire una mobilità più efficiente e veloce, che ci consenta di pensare e di essere più vicini al centro del mondo, che consenta a tutti di raggiungerlo in un batter d’occhio, di ridurre i di percorrenza, di avere un’alta velocità che non sia una lumaca, di avere sicurezza e puntualità, di avere più corse e possibilità di collegamento.
Trenitalia! Vuoi crescere o vuoi solo vendere supplementi – obbligatori – di ogni genere a caro prezzo senza dare nulla in cambio? O preferisci solo fare sanzioni a bordo treno a chi, confuso dai mille supplementi, non sa che anche solo per stare anche in piedi in corridoio, in un Intercity plus, deve pagare la prenotazione del posto? O preferisci aumentare ancora i prezzi, magari giornalmente?
… e invece SI!
Nessun treno è previsto in sostituzione di due treni che portano ogni giorno un paio di migliaia di viaggiatori al posto di lavoro!
La cosa la documento mettendo in rete le schermate dell’orario dei treni fino al 7 dicembre 2007 e quello vigente dal giorno 8 dicembre 2007 come disponibile sulla biglietteria online di Trenitalia.
Trenitaliaaaaa!
Licenzia gli asini che fanno queste modifiche all’orario, o mettili a fare le pulizie sui treni, perchè nel terzo millennio, con le nuove tecnologie si auspicano dei miglioramenti capillarizzati per consentire una mobilità più efficiente e veloce, che ci consenta di pensare e di essere più vicini al centro del mondo, che consenta a tutti di raggiungerlo in un batter d’occhio, di ridurre i di percorrenza, di avere un’alta velocità che non sia una lumaca, di avere sicurezza e puntualità, di avere più corse e possibilità di collegamento.
Trenitalia! Vuoi crescere o vuoi solo vendere supplementi – obbligatori – di ogni genere a caro prezzo senza dare nulla in cambio? O preferisci solo fare sanzioni a bordo treno a chi, confuso dai mille supplementi, non sa che anche solo per stare anche in piedi in corridoio, in un Intercity plus, deve pagare la prenotazione del posto? O preferisci aumentare ancora i prezzi, magari giornalmente?
Ma siamo seri!
Un servizio di Stato, un monopolio naturale, un servizio pubblico, un bene pubblico che dovrebbe garantire il diritto costituzionale alla mobilità, non possono essere gestiti in maniera da ridurre l’efficienza complessiva del paese, vessando in ogni modo i lavoratori pendolari!
Un servizio di Stato, un monopolio naturale, un servizio pubblico, un bene pubblico che dovrebbe garantire il diritto costituzionale alla mobilità, non possono essere gestiti in maniera da ridurre l’efficienza complessiva del paese, vessando in ogni modo i lavoratori pendolari!
Per chi volesse approfondire ho selezionato un po’ di risorse: tag wordpress trenitalia, aumenti sul corriere, blog del Pendolare, il piacere di essere un pendolare.
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4 Responses to “Italia a marcia indietro: il digital divide? Trenitalia divide!”
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Ciao poster anonimo,
il discorso fila come un treno (giapponese) sui binari. E ci sarebbe logica anche nella soppressione dei due intercity che menzioni. In merito ad essi tuttavia, è d’obbligo una precisazione. Almeno per quanto riguarda l’IC Plus 582 [...]
Non ci sono commenti…Bisognerebbe vedere se in tutt’italia è così? Non dimentichiamo poi che la rete è vecchissima; ad esempio la tratta ferroviaria Reggio Calabria-Bari(ionica) è su un unico binario e senza rete elettrica i treni vanno ancora a gasolio (credo!!!spero non a carbone). Poi parlano del Ponte sullo stretto di Messina…C’est l’Italie
(
[...] Update della questione [...]
Lo fanno per salvarti la vita. Non la sai la recente storia delle persone intrappolate nelle porte dei treni (guarda caso) italiani? Non è vero che bisogna lavorare per sopravvivere, anzi, spesso meglio essere disoccupati!