In Italia non si può fare sicurezza sul lavoro!

agosto 16, 2008 · Categorie politica, Riflessioni 

La notizia del licenziamento da parte di FS del macchinista che ha denunciato gli episodi dei treni eurostar che si sono spezzati, senza voler entrare nel merito della questione, purtroppo è una vicenda simbolo del fatto che la sicurezza, come è concepita in Italia dal punto di vista normativo, non funziona. Il dipendente investito di un ruolo nell’organigramma aziendale deputato alla sicurezza è debole, perché rischia il posto di lavoro.
In un paese dove un posto a tempo indeterminato vale la sopravvivenza per se e per i propri figli, dove la possibilità di cambiare posto e di trovare altro è praticamente impossibile, vista la precarizzazione cui va incontro l’intero mondo del lavoro ed il sempre maggiore accanimento delle aziende nel perseguire i lavoratori piuttosto che creare luoghi di lavoro sicuri ed assumersi la responsabilità dell’organizzazione aziendale (che contribuisce in quota parte nel rischio di impresa), chi fa sicurezza rischia di essere tagliato fuori.
Chi controlla la sicurezza aziendale non può essere interno all’azienda, deve essere un terzo, e, vista l’alta rilevanza sociale, non può essere che lo stato. L’Ispettorato del Lavoro è deputato a questo e per poterlo fare con continuità ed autorevolezza richiede mezzi e personale adeguati, contrariamente a quello che sta succedendo con lo smantellamento degli organi statali a colpi di tagli, prepensionamenti, blocchi del turn over, precarizzazioni, manovre, manovrine e finanziarie varie.
Il rischio è che i cosiddetti ‘metodi di lavoro cinesi’, tanto criticati dal mondo occidentale, siano qui… e in poco tempo!
Update: guarda il video con l’intervista.
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