Campania Felix

caro Grillo,
vengo da quella terra, che amo con tutto il cuore e che mi addolora vedere sempre peggio: è la terra che è oggi agli onori delle cronache per questo omicidio perpetrato da un rom -e quelli che arrivano lì non sono stinchi di santo, che si trovano in un campo nomadi di circa tre ettari, off limits per chiunque; la stessa terra agli onori delle cronache per l’emergenza rifiuti, la terra delle discariche che non si vogliono, ma che ci sono per non risolvere il problema dei rifiuti in strada, e non ti sto a dire il buon odore che si sente nell’aria: un misto di rifiuti marci e di cenere; la terra delle ‘ecoballe’ -mai termine fu più ipocrita- per indicare una balla di rifiuti, depositata a marcire in uno ’staccaggio provvisorio’ che impegna ettari di terreno e che è lì da anni, visibile su google earth senza fatica, un posto dove c’è un’atmosfera che è tutta inquinata, dove l’impunità e la voce grossa la fanno da padrone, dove si sente che c’è guerra nell’aria, sembra di essere nelle città bombardate che vediamo al telegiornale: macerie, degrado e gente che gira con il mitra in spalla…
… era la Campania Felix… oggi non c’è rimasto manco più il nome…

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