Il PD politicamente inutile?

aprile 28, 2009 · Filed Under Riflessioni, politica · 1 Comment 

Ieri leggevo un articolo di Alberoni sul Corriere della Sera, dal titolo La Pantera e i girotondi: così la sinistra restò senza leader, che offre uno spunto di riflessione estremamente interessante.

L’articolo parte dalle motivazioni fondanti di un partito politico, in quanto entità che rappresenta un momento storico e un sentimento collettivo. Individua quindi i partiti storici, DC, Psi, Pci, ecc. fondati sui valori della Resistenza, dell’Antifascismo, della scelta dell’ordinamento dello stato, della Costituzione.Questi partiti sono stati superati all’epoca delle inchieste di Mani Pulite, quando si manifestò una situazione del paese, in seguito alle inchieste, che determinò delle nuove istanze collettive, prima con l’azzeramento dei partiti che avevano dominato la scena politica sino ad allora, sia con crescita di nuove formazioni politiche che prendevano spunto dai nuovi valori che si andavano creando, quindi, anzitutto il fenomeno Lega, poi Berlusconi e Di Pietro.

Partendo dall’analisi di Alberoni è evidente come la sinistra di oggi abbia avuto un forte afflato iniziale grazie alle riforme di Occhetto, ma che conservi comunque un doppio peccato originale:

  • è ancora fondata su valori oramai superati;
  • non è riuscita a rifondarsi e rinnovarsi, avendo cambiato più volte, in questi anni, la pittura in facciata, ma senza cambiare dal profondo esprimendo una nuova classe dirigente.

Questo ne fa una forza politica che non rappresenta le istanze collettive, magari è fondata in parte proprio sull’antiberlusconismo, ma, la politica del ma anche ne è un esempio lampante, non esprime, forse perché non la ha, un’idea di Stato chiara e condivisibile.

In fondo sia Berlusconi, sia Fini, sia Di Pietro esprimono una chiara idea di Stato, ognuno con una visione diversa, ma chiara e questo ha portato ad un vasto consenso elettorale, diversamente dal PD che, invece, è riuscito a distinguersi per il costante calo dei consensi.

C’è quindi da chiedersi: è ancora necessario il PD, ovvero la sua classe dirigente più volte riciclatasi nel corso degli ultimi quindici anni, ma che è rimasta forse troppo uguale a se stessa?

Se la risposta fosse un no le prossime elezioni europee potrebbero essere il requiem per questa formazione e potrebbe essere venuto il momento per consegnarla alla storia…