Il mondo della comunicazione cambia
Apprendo dal GMail blog che Google ha introdotto nuove funzioni: voice and video chat. In pratica oggi essere avanti al pc, mandare una mail, parlare direttamente con l’interlocutore se è online, senza un ulteriore software, ma semplicemente installando un plugin, crea nuove potenzialità di comunicazione, peraltro a bassissimo costo.
Google, come sempre, ha fatto le cose pensando agli standard, infatti sul blog scrive della implementazione di XMPP, RTP, and H.264, manca qualcosa?
Crisi economica: gli adsense rendono sempre meno
Le riflessioni degli ultimi giorni in merito alla definizione di prodotto editoriale e l’esame delle statistiche di questo blog, che hanno visto raddoppiare il traffico mi portano a pensare che,a lmeno in questo momento, voglio incrementare le prestazioni ed il rendimento economico di questo sito.
L’esame delle statistiche degli accessi ha evidenziato un raddoppio degli accessi negli ultimi due mesi rispetto a quanto visto sino al settembre 2008.
A dispetto di quello che è diventato il tema principale del blog, ovvero le riflessioni sulla politica di questo paese, la maggior parte del traffico arriva sempre da google e la chiave di ricerca che mi porta maggiore traffico è offerta wii, che porta ad un post che ho scritto un bel po’ di tempo fa,d ove si parla diffusamente della mia esperienza sull’acquisto e l’uso della prodigiosa console di Nintendo.
Peraltro, affascinato dal carattere innovativo e dalle possibilità offerte da questo gioiello di console, ho comprato anche il Nintendo Wii Balance Board e sono ad oggi fortemente tentato da Wii Music. Come dicevo, al fine di aumentare gli introiti, sto introducendo alcune novità in questo blog, allo scopo di semplificare l’acquisto a chi stesse cercando di comperarla in offerta, con dei banner dedicati.
Questa non è la sola novità, le altre sono allo studio, anche per compensare uno strano fenomeno cui sono soggetti gli adsense. Infatti, a dispetto del traffico raddoppiato e della quintuplicazione dei click, il costo per click delle ultime settimane è crollato. Se il fenomeno dovesse essere generalizzato e non fosse circoscritto solo al mio blog, penserei che si tratti di una riduzione netta degli investimenti pubblicitari legata ai fenomeni recessivi dell’economia mondiale.
E’ capitato anche a voi?
ADV Traffic Hits, traffico di qualità e geo targhetizzato per i tuoi siti web
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Il Nobel mancato
L’articolo dell’espresso su Brunetta ha scoperchiato la pentola ed ora si sente la puzza di bruciato. Le risposte sul suo blog non sono tardate, però, come al solito, degli spot. Restano i veri interrogativi che copio/incollo da l’espresso, rosso e in parentesi quadre la mia aggiunta:
L’on. prof. Renato Brunetta, anziché rispondere alle domande semplici semplici che emergevano dall’inchiesta de L’espresso, ha messo on line sul suo bel sito una gran messe di documenti in pdf, convinto che la quantità delle parole sia più rilevante del loro significato. Da tutta questa documentazione emerge (a questo punto a prova di smentita, visto che i documenti li ha messi on line l’on. prof. medesimo) [avrà letto il contenuto di quello che ha aggiunto?]:
1. Che effettivamente al Parlamento europeo l’on. prof. è stato un assenteista, bigiando quasi metà delle sedute sia nella V sia nella VI legislatura.
2. Che effettivamente è stato bocciato al concorso per diventare ordinario, anche se lui ha poi fatto ricorso. Ricorso che, come scritto da L’espresso, non ha avuto esito perché nel frattempo Brunetta ha usato la scorciatoia di Teramo.
3. Che l’on. prof. Brunetta ha davvero un’intelligenza da Nobel, perché dopo aver accusato L’espresso (che non ha pubblicato gli indirizzi delle sue case) di aver messo a repentaglio la sua sicurezza, l’on. prof. ha pubblicato lui stesso on line due indirizzi di due sue abitazioni, inclusa quella di residenza.
4. Che, a proposito di Nobel, nel famoso articolo di Ricardo Franco Levi [altro personaggio di cui abbiamo parlato in questi giorni] da lui brandito in tivù non si diceva affatto che era in grado di vincere il Nobel, ma solo che faceva parte di una nutrita schiera di giovani promettenti (e prima di Brunetta, a cui è dedicato solo l’ultimo capoverso, ci sono almeno altri trenta nomi; del futuro ministro si diceva che «ha anteposto alla carriera accademica la collaborazione con Gianni De Michelis» [quindi mi sembra che abbia detto l'esatto contrario] ).
5. Che l’on. prof. Renato Brunetta non ha nulla da rispondere su alcune cosucce di cui si parlava su L’espresso, tipo che i robusti lavori di ristrutturazione della sua casa vista mare (e da cui si vedono una serie di piscine interrate molto lussuose) a Ravello sono stati autorizzati da un sindaco che subito dopo è diventato suo remunerato consulente al ministero, o che l’on. prof. s’intascava la differenza tra i rimborsi Ue e il costo effettivo dei biglietti aerei che prendeva le non molte volte che andava a Strasburgo, o che dopo aver avuto in affitto per 15 anni una casa di un ente pubblico a un prezzo di favore l’on. prof. l’ha pure acquistata a un prezzo di favore.
Come ho già scritto, non si tratta neppure di cose gravissime: piccole furbate, molto italiane, un po’ fannullonesche, niente di più. Certo, in America basterebbe e avanzerebbe per stroncare una scalata alla Casa Bianca, ma da noi c’è di peggio.
Update: in mattinata qualcuno deve averlo avvisato e l’on. prof. ha cancellato gli indirizzi dal suo sito, sostituendoli con degli omissis. Io ovviamente avevo già scaricato sul pc le vecchie versioni dei pdf, quelle con le vie e i numeri civici, che però non pubblico per rispetto della privacy (semmai gli spedisco una cartolina). Dall’on. prof. tuttavia a questo punto mi aspetterei almeno un ringraziamento, visto che sul suo sito si era automesso in “una personale situazione di rischio non solo potenziale”, per usare le sue parole.
Insomma, un pezzente che si è fatto strada con la politica! In mano a che gente siamo finiti!
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Tosti sti politici: ci risiamo con la censura al blog!
Un anno fa ce ne siamo occupati, all’epoca regnava il governo Prodi ed il disegno di Legge Levi sull’editoria minacciava di trasformare la nostra libertà di espressione in editoria. Peraltro la manovra ebbe eco internazionale con una grossa figuraccia planetaria, al punto che il TimesOnLine bollava malamente la proposta.
Ad un anno di distanza sempre Levi ci riprova! Punto informatico ha scoperto che la proposta di legge, appena emendata, è stata ripresentata alla camera con numero 1269.
Ora, la cosa è alquanto antipatica, soprattutto nel vedere la determinazione con cui i politici cercano di perseguire i loro obbiettivi, probabilmente non c’è solo la volontà di avere delle armi contro chi discute amabilmente in rete, ma forse anche interessi lobbistici che sono difficili da vedere perché nascosti in qualche comma di difficile interpretazione per chi non è un tecnico specializzato del settore, dall’altro perché si vede che questi, malgrado la figura di merda planetaria, ritornano all’attacco proponendo nient’altro che la stessa cosa.
Ora, mi chiedo, se è stato esplicitamente scritto che i siti aziendali non costituiscono un ‘prodotto editoriale’, mi chiedo, perché diavolo non inseriscono un comma che reciti ‘i blog ed i siti personali non costituiscono un prodotto editoriale e, in quanto tali non sono tenuti all’osservanza della presente legge se non su esplicita richiesta del titolare del dominio che provvederà autonomamente alla iscrizione al ROC‘?
Ci vuole tanto, caro Levi?
… se passa… referendum!
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Riflessioni sulla politica
I Tg, i dibattiti, le arene televisive, ci mostrano sempre più spesso i nostri politici che rispondono ad ordini di scuderia, pappagallando le verità di partito. La cosa è alquanto grave, a mio avviso, perché ammazzano il dibattito politico, fondamento della democrazia.
“Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica; soltanto per errore può aver ricevuto il cervello; un midollo spinale gli basterebbe ampiamente.” Albert Einstein

