L’emergenza rifiuti ci ha feriti… la sua ‘soluzione’ ci offende
Da qualche giorno mi trovo a discutere sui proclami della fine dell’emergenza rifiuti con persone che non sono campani, ma che si fidano delle parole del Cavaliere in televisione.
Quello che è offensivo è che noi napoletani e campani siamo sporchi e non vogliano fare la raccolta differenziata e che siamo stati salvati dal Cavaliere. Peraltro, chi vota per lui prende il dissenso come offesa personale, per partito preso, e rifiuta le testimonianze dirette degli altri che, se anche hanno la foto di Mussolini appesa al collo e sul comodino, vengono apostrofati come comunisti. Questa presa di posizione del Capo dello Stato è gravissima, perché dimostra quanto sia lontano dalla vita reale e dalla politica locale.
Ma veniamo ad oggi. Il Cavaliere certo è un grande comunicatore ed ha capito che la gente crede che sia vero quello che si dice in TV. Ovviamente è tutta propaganda! Una operazione immagine! Uno spot pubblicitario!
La realtà è che l’emergenza rifiuti non è finita! Intanto l’UE non crede a quello che dice e vuole i fatti e non solo le strade pulite intorno al Palazzo Reale e Piazza Plebiscito.
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Il Bel Paese? Giustizia e natura
Senza commenti:
Genova chiama… Napoli risponde! … e non è da meno!
… a Napoli l’emergenza è finita o si è nascosta la polvere sotto al tappeto?
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Offese a Napolitano?
Sul blog di Grillo c’è il testo dell’intervento a Piazza Navona… l’ho letto… e tutte queste offese a Napolitano io non le ho trovate.
Mi sa che la stampa prezzolata è stata ben pagata (con gli aiuti di stato) per buttare tanta merda su Grillo, su Di Pietro e su chiunque faccia opposizione…
… il puzzo di regime comincia a sentirsi forte!
ps: preferisco non linkare nessun giornale per evitare querele.
Misure contro i Fannulloni?
utuntu mi segnala in un commento ai miei precedenti articoli sull’operato del Governo contro i ‘Fannulloni‘:
dall’art. 38 della costituzione: I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
bisogna partire dal presupposto che in media il salario normale (per essere buoni) è già il minimo adeguato alle esigenze, a confronto col costo della vita, pertanto una tassazione per malattia lo fa scendere sotto il minimo ingiustificatamente.
La prima riflessione è che gli attuali politici non sono tutti proprio dei fini costituzionalisti… poi che se pensano subito a riprendersi le pensioni, contemporaneamente pensano di farsele pagare dai più deboli… peraltro facendo passare sotto silenzio la notizia, grazie alla manipolazione delle informazioni.
update: la seconda riflessione è che lavorano sulle categorie, infatti lo scorso Governo ha lavorato sui Bamboccioni
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Misure per la competitività e la riduzione della spesa pubblica – 2
Qualche anno fa, per ridurre la spesa pubblica, passò un principio, ovvero il divieto di cumulo della pensione con altri redditi da lavoro dipendente o autonomo, che di norma, colpiva cittadini danarosi, che continuavano ad esercitare la loro attività, o che si erano dati alla politica, alle consulenze, ecc.
…vediamo Brunetta che ha fatto passare in un decreto che ha negli obiettivi dichiarati la riduzione della spesa pubblica:
Art. 19.
Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione
e redditi di lavoro
1. A decorrere dal 1° gennaio 2009 le pensioni
dirette di anzianita' a carico dell'assicurazione
generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed
esclusive della medesima sono totalmente cumulabili
con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. A decorrere dalla medesima data di cui al primo periodo del presente
comma sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro
autonomo e dipendente le pensioni dirette conseguite
nel regime contributivo in via anticipata rispetto ai
65 anni per gli uomini e ai 60 anni per le donne a carico
dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima nonche' della
gestione separata di cui all'articolo 1, comma 26, della
legge 8 agosto 1995, n. 335, a condizione che il soggetto
abbia maturato i requisiti di cui all'articolo 1, commi 6 e
7 della legge 23 agosto 2004, n. 243 e successive
modificazioni e integrazioni fermo restando il regime delle decorrenze dei trattamenti disciplinato
dall'articolo 1, comma 6, della predetta legge n. 243
del 2004. Con effetto dalla medesima data di cui al
primo periodo del presente comma relativamente alle
pensioni liquidate interamente con il sistema
contributivo: a) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro
autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia
anticipate liquidate con anzianita' contributiva pari o
superiore a 40 anni; b) sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro
autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia
liquidate a soggetti con eta' pari o superiore a 65 anni
per gli uomini e 60 anni per le donne. 2. I commi 21 e 22 dell'articolo 1 della legge 8
agosto 1995, n.335, sono soppressi. 3. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 4
del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1965,
n. 758.

