Emergenza rifiuti… fu vera emergenza?
Qualche tempo fa ne avevo parlato: sulla probabile pianificazione dell’emergenza rifiuti a Napoli. Non credo di avere il dono della preveggenza, ma cerco di ragionare, eppure le cose continuano a non quadrarmi. Un’altra cosa che non mi quadra, e qui non sono solo, ma accompagnato nelle mie riflessioni dalle migliaia di manifestanti contro le discariche, consiste nella ubicazione delle discariche che dovrebbero risolvere i problemi di questi ultimi quindici anni.
Quello che non è chiaro, sentendo i mezzi di informazione, è proprio lo strano criterio di scelta. Proprio a questo proposito ho trovato un post molto lungo, ma illuminante, dove un napoletano con dei paragoni su altre zone d’Italia, cerca di chiarire come mai l’opposizione di tanti napoletani alla scelta dei siti. Anche in questo caso l’idoneità è dubbia per la vicinanza con le case o con siti naturali di assoluto pregio, magari già tutelati, che sarebbero sicuramente distrutti dalla presenza di una discarica, che, anche a norma, ha un impatto ambientale notevole (emissione di gas serra ed aumento delle temperature del sottosuolo, oltre al semplice cattivo odore ed alla emissione di polveri del terreno).
Mi chiedo, anche alla luce delle nuove vicende giudiziarie, se anche l’individuazione dei siti, non abbia seguito logiche ben diverse da quelle della tutela degli interessi pubblici… e non penso semplicemente a mazzette, interessi privati legati ai suoli o roba del genere, ma penso alla creazione di una nuova emergenza ambientale, distruggendo ed inquinando il territorio al fine di avere bisogno, nuovamente, di grandi capitali per il business delle bonifiche.
Update: sarà un caso, ma oggi ne parla anche Grillo in Inceneriti e mazziati .
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.
Asus eeepc: cosa serve di più?
Ho preso da una settimana l’Asus Eeepc 701, aderendo all’offerta Tim, che mi ha consentito di portarlo via dal negozio senza tirare fuori un centesimo, ma sottoscrivendo l’abbonamento ad internet per 2 anni a 29 euro al mese.
Questo gioiellino, con cui sto scrivendo, è assolutamente minimale nella dotazione hardware e nel sistema operativo installato, XandrOS, in una versione che utilizza un desktop semplificato, dove le operazioni sono semplificatissime e senza possibilità di errore, che consentono a chiunque di diventare padrone del mezzo in 5 minuti: leggere, scrivere, far di conto ed andare su internet, vedere un film o registrare un filmato con la webcam, senza perdersi in fronzoli ed impostazioni, tutto semplicissimo e preimpostato. Il tutto in meno di un kg, e con una tastiera vera. Questo è il vero portatile!
Cosa serve di più?
A proposito… qualcuno vuole comprare il mio Samsung Q1?
Ho le prove: gli autovelox servono ESCLUSIVAMENTE a fare cassa e non per la sicurezza stradale
Oggi ho viaggiato per oltre 500 km raggiungendo la locride e percorrendo la Salerno – Reggio Calabria.
…ho cercato di fermarmi in qualunque hotel a Salerno data la reputazione ma non sono riuscito.
Lungo il tragitto, che nell’ultimo anno è terribilmente peggiorato, trovo che ci siano zone dove le velocità limite, anche di 100 km/h siano eccessive e pericolose.
Da considerare che viaggiavo con un’alfa romeo 147, perfettamente a punto con cerchi da 17″ e gommatura da 215mm, quindi un’auto con tenuta di strada e stabilità non da poco, eppure, a 100 km/h era difficile arrivarci – e penso alla zona di Lauria. Infatti, non solo l’infrastruttura assolutamente obsoleta, ma anche le condizioni di manutenzione del manto stradale, a mio avviso, sono assolutamente pericolose.
Ora, se c’è un limite che si può superare anche con una Panda ed è assolutamente pericoloso superarlo, mi aspetto che ci siano controlli in tal senso, ebbene: su oltre 500km percorsi non c’era un solo autovelox fisso, non c’era il tutor ed ho incontrato solo due pattuglie della stradale.
Sul tratto Napoli – Roma, dove invece ci sono tre corsie per senso di marcia, la corsia di emergenza, il migliore fondo stradale che si possa trovare in Italia ed un limite di 130 che, in alcuni tratti, sta stretto anche se si va in bicicletta, c’è il tutor oramai sull’intera tratta accompagnato da una miriade di autovelox.
Mi spiegate perchè?
La mia risposta è semplice: sulla Napoli – Roma invece di elevare il limite a 150 km/h (cosa consentita dal Codice della Strada ove ricorrano le condizioni, e mi sembra che ci siano tutte) si costringono le auto a viaggiare in condizioni di poca sicurezza (perchè, a mio avviso, anche costringerle a velocità inferiori a quelle compatibili con le condizioni del traffico e della strada, stressa il guidatore e riduce le condizioni di sicurezza), e le si costringe a superare facilmente i limiti, facendo cassa.
Sulla Sa-RC, invece, solo chi è un pelino fuori di testa può pensare di superare quei limiti, quindi l’installazione di un autovelox finisce che non si recupera… tutto con buona pace della sicurezza stradale.
Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

