La mozzarella? Oggi è buonissima!

marzo 31, 2008 · Filed Under Riflessioni · 7 Comments 
Leggo Beppe Grillo che mi parla di mozzarella radioattiva, so che lo fa per rendere l’idea di quale sia lo sfascio a cui ci ha condotto la politica, però, non posso fare a meno di vedere quale danno di immagine ha ricevuto la nazione tutta da questa storia della mozzarella alla diossina… e quale il danno economico per una regione già in ginocchio.
Questa è l’ultima emergenza alimentare, io non le ricordo certo tutte, però:
pesce al mercurio,
mucca pazza,
aviaria,
ora sembra che ora sia colpito tutto l’agroalimentare campano.
Il paradosso vuole che la mozzarella, quella buona, artigianale, non quella cosa finta dal saporaccio plastificato che magari ci arriva dall’industria prodotta in qualche paese del terzo mondo, non sia stata mai controllata come ora.
L’altro giorno mio padre l’ha comprata direttamente in un caseificio, di quelli buoni, con il marchio e la certificazione, in mezzo agli allevamenti di bufale e, saranno stati i controlli, ma non è mai stata così buona!
Aggiungo: da innaffiare il giusto con Aglianico doc
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Qualche linea di febbre mi fa pensare che il voto inutile salvi la democrazia

marzo 26, 2008 · Filed Under Riflessioni, politica · 1 Comment 

Complice il mio stato di salute, influenzato, credo grazie al clima pienamente invernale di questi giorni, ho ascoltato, con poca attenzione, Ballarò: anzitutto una gran pena vedere i galli che si azzuffano nel pollaio… peggio ancora vedere che sono tutti imbiancati e continuano ad azzuffarsi… poi, di tanto in tanto, i riferimenti ai sondaggi, che a mio avviso, distruggono politica e democrazia e… infine… il VOTO UTILE!

Il VOTO UTILE è l’ultima invenzione mediatica per uccidere la democrazia!

La spiego in parole semplici: visto che la legge elettorale (il porcellum), benché profondamente antidemocratica, consente ancora la pluralità dei partiti, chi ha ancora una personalità politica ed un consenso, si crea il proprio partit-orticello ed ha ancora la possibilità di esprimere la propria opinione, a salvaguardia ancora di un minimo di democrazia.

Questo ultimo baluardo della democrazia nel porcellum, ha il merito di non averci lasciato sprofondare in un sistema politico degno di qualche regime terzomondista, tuttavia ha determinato due effetti:

  1. la trasformazione dei partiti in espressioni del leader, e quindi dell’uomo partito;
  2. la possibilità di un partitino di far cadere il Governo negando il proprio appoggio (non vi ricorda nulla?).

Quindi il porcellum nasce con una mancanza per chi vuole ‘prendere il potere e mantenerlo quanto più a lungo possibile’: i partitini piccoli possono ancora esistere e far sentire la propria voce.

Visto che non è stato possibile arrivare ad una riforma elettorale prima del voto – e a mio avviso la legge elettorale per le politiche dovrebbe ricalcare quella per le elezioni comunali – allora, i leader dei partiti maggiori hanno diffuso l’idea, tutta basata sul tam-tam, che ripete pappagallescamente quello che loro dicono, che il voto dato ai partiti piccoli è un voto perso, che i soli voti utili sono quelli dati ai partiti maggiori.

Ottima idea dal punto di vista pubblicitario, ma profondamente antidemocratico!

La cancellazione dei partiti piccoli rafforza il potere dei leader dei partiti maggiori e, contemporaneamente, annulla completamente le voci fuori dal coro, cioè cancella la democrazia!

Ebbene, in sulla base di queste considerazioni, ben vengano tutti i piccoli e ben vengano i voti ai partiti piccoli, che con la loro esistenza, con i loro tre voti, garantiscono, in questo caso, il nostro diritto alla democrazia!

Un suggerimento: per continuare a vivere in democrazia, parliamone insieme, sottoscrivi il feed.

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Che strana campagna elettorale: la droga dei sondaggi annulla la democrazia

marzo 25, 2008 · Filed Under Riflessioni, politica · 2 Comments 

La campagna elettorale mediatica è drogata da sondaggi!

Il fatto che i sondaggi abbiano già individuato con un buon margine di sicurezza – è per questo che il Berlusca ci tiene a rimarcare che la differenza è netta! – ha portato ad una campagna lettorale addomesticata, piena di sorrisi, pacata, dove solo i piccoli ed i piccolissimi si impegnano alla ricerca di un po’ di visibilità, dando spesso il peggio di se…

…sembra quasi che la certezza della vittoria stimoli quel costume tutto italico di saltare sul carro dei vincitori e che quindi, se i giochi sono fatti, evidenziare la vittoria certa e netta serva ad avere dalla propria parte tutti quegli ‘indecisi’ che, spesso, sono proprio quelli che cercano di ‘indovinare’ la parte giusta. Il rischio è che ci sia una migrazione verso i vincitori annunciati che potrebbe servire già a vincere, o forse a stravincere…

Il rischio è che in questo modo ci sia un’ulteriore mortificazione della democrazia, già ridotta ai minimi termini dalla eliminazione del voto di preferenza e dalle liste bloccate senza le primarie…

… l’ulteriore colpo del risultato bloccato e preannunciato rende assolutamente inutile non solo il voto, ma anche quello che era il sano impegno elettorale di tanti attivisti, che lottavano per ottenere anche un solo voto, quello che poteva essere determinante…  slegare il risultato dall’impegno è grave, perché uccide anche i sogni….

… la cosa è ancora più evidente nei comuni dove ci sono le amministrative. Si sta ripetendo, e a scala maggiore, quello che è successo nel 2001: si assiste, dove è annunciata la vittoria per la coalizione del Berlusca, ad una competizione tra i soli suoi candidati, mentre i candidati di sinistra, che possono contare solo sui voti de fedelissimi, non si vedono per strada e manco attaccano i manifesti…

… è Democrazia questa?

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Maggiori guadagni con Adsense calibrando la frequenza di posting

marzo 19, 2008 · Filed Under Blog · 4 Comments 

Oggi compare su Italian Bloggers il post Maggiori guadagni con Adsense calibrando la frequenza di posting, dove cerco di fare il punto della situazione basandomi oltre che sulle esperienze personali, anche sulle esperienze di altri bloggers.

Buona lettura a tutti, inoltre, se volete essere sempre aggiornati, iscrivetevi al feed RSS.


Analfabetismo ed elezioni

marzo 11, 2008 · Filed Under Blog, Riflessioni, politica · 9 Comments 
Prendo spunto da un post di catepol, che commentando un articolo di Tullio De Mauro – analfabeti d’Italia – in cui vengono illustrati i risultati di alcuni sondaggi sull’alfabetizzazione: sconcertanti!
In parole povere, se un 5% è completamente analfabeta, e questo comunque ci può ancora stare, la cosa che colpisce è che un altro 75%, suddiviso in vari gradi, è poco più che analfabeta, infatti si legge:
un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura
in parole povere quello che viene quotidianamente scritto sui giornali riguardante la vita collettiva, e quindi anche la politica del paese, è incomprensibile per la maggior parte degli italiani.
Ma non è finita!
Nel testo si legge ancora:
“un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea
in pratica solo un 20% degli italiani ha gli strumenti di base necessari per capire la lingua scritta e parlata quotidianamente dai mezzi di informazione. La cosa è gravissima! Infatti questo vuol dire che non c’è consapevolezza di quello che succede nel paese, che basta fare audience, intrattenimento e spettacolo per poter orientare gusti e preferenze, anche quelle elettorali, confidando in un elettorato che non ha gli strumenti culturali per orientarsi nella realtà contemporanea.
La cosa poteva essere comprensibile in un mondo i cui ritmi erano legati a quelli dell’agricoltura, che si muoveva lentamente e dove c’erano pochi mezzi per la trasmissione delle informazioni. Oggi i mezzi di comunicazione di massa, coadiuvati da potenti strumenti di indagine conoscitiva, come i sondaggi, uniti a questa incultura di base, sono uno strumento micidiale di formazione del consenso, che, sempre di più è basato sull’effetto mediatico e non sui reali contenuti.
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