Tariffe FS troppo basse?
Oggi su Il Sole 24 ore si parla della grande iniziativa del Ministro Padoa Schioppa: aumentare le tariffe ferroviarie.
Caro Ministro,
vorrei invirìtarLa a viaggiare sui treni per un mese, con l’abbonamento ferroviario, già aumentato in dicembre del 15% e per il quale già si ventilano ulteriori rincari. Viaggiare in questo modo fa rendere conto di quale sia lo stato dei treni e dei viaggiatori. Tranquillità, sicurezza pulizia, sono un miraggio, come il posto a sedere negli orari di punta, con i treni a basso costo, se li ricorda i vecchi interregionali? che viaggiavano puntali più degli intercity e che erano frequentati da pendolari? quelli dove la tariffa più economica rispetto all’IC si giustificava per il confort nettamente più ridotto? ebbene, oramai sono stati quasi del tutto sostituiti dagli IC, che costano il doppio e che da qualche mese ‘rinnovati’ in IC plus (e il rinnovo consiste nell’avere incollato l’adesivo ‘plus’ su tutte le carrozze) sui quali per l’abbonato non è previsto manco un posto a sedere o libero da prenotazione, a meno di pagare.
Trenitalia punta sempre più a spolpare gli abbonati trattandoli sempre peggio, eliminando i bonus, aumentando le tariffe, eliminando i treni a basso costo in favore di treni per i quali sono necessari carte di ammissione, ticket di ingresso e supplementi vari.
Punta ancora ad acquisire nuovi ‘clienti’ (ai tempi di FS si era ‘viaggiatori’) replicando il modello dell’aereo, con prenotazione del posto, multa se prendi un treno senza avere cambiato la prenotazione (e magari sei salito su un altro treno perchè quello per cui avevi prenotato è in ritardo di ore), biglietto ‘open’ così se cambi non ti fanno la multa (ma è maggiorato all’origine quindi forse conviene pagare la multa).
Vorrei invitarLa a seguire il capotreno per un mese, con indosso la stessa divisa, facendo lo stesso lavoro, così nessuno La riconosce e nessuno cambia atteggiamento di fronte al Ministro. Vedrebbe che lavoraccio combattere con tanta gente col sangue agli occhi per il ritardo o peggio, per il fermo del treno per un guasto in aperta campagna e non sai cosa dire perchè l’organizzazione di Trenitalia non si muove a risolvere la questione; a combattere con chi è incavolato perchè ha pagato il biglietto e trova che il posto a sedere è stato prenotato due volte sulla stessa tratta, a combattere con l’equilibrio instabile nel corridoio affollato con il carrello delle bibite che arriva dall’altro lato.
Sig. Ministro, mi chiedo, da ‘cliente’:
- non c’era stato l’ingresso dei privati in Trenitalia?
- che hanno fatto? quanto hanno preso? quanto hanno dato? con che meccanismo hanno finanziato il loro ingresso? mica con il debito accollato all’azienda? (perchè altrimenti c’è da inca**arsi che loro comprano ed IO pago!)
- i manager che l’hanno gestita in questi anni hanno preso provvedimenti tempestivi?
- la concorrenza è veramente possibile su una rete ferroviaria?
- ha mai considerato quella che è la valenza sociale del trasporto ferroviario?
- ha considerato che sulle lunghe tratte il treno è già oggi, con queste tariffe, assolutamente non competitivo con l’aereo low cost?
- vogliamo affossare del tutto Trenitalia e poi metterla in liquidazione (Alitalia 2)?
- tagli ai macchinisti? risparmiamo proprio sulla sicurezza?
Trencaspammers e comment spam: istruzioni per l’uso
Fino a qualche giorno fa questo blog era quasi immune dallo spam nei commenti. Il problema si risolveva facilmente con la moderazione manuale.
Negli ultimi giorni anche questo blog è stato bersagliato dall’attacco degli spammers: centinaia di commenti contenenti numerosi indirizzi di altri siti mi hanno impegnato non poco nella moderazione, per poi scoprire che in realtà era tutto spam.
Alla ricerca di una soluzione mi sono rivolto anzitutto ad Akismet. Ho seguito la procedura indicata, ovvero registrarmi a WordPress.com, poi inserire il codice, ma ogni volta ho ricevuto un messaggio di errore, come se il codice non fosse esatto.
A questo punto ho deciso di percorrere un’altra strada: aprire i commenti a tutti, senza moderazione, ma di inserire un CAPTCHA. Ho scelto il plug-in Trencaspammers, l’ho scaricato e mi sono cimentato con l’installazione. Non è proprio immediata. Infatti, oltre alla semplice attivazione del plug-in, è necessario intervenire anche su alcuni file. Il sito rimanda, per le istruzioni in italiano, al blog di Anrea Beggi, dove sono riportate con maggiore dettaglio.
Voglio giusto ricapitolare in maniera schematica.
Nella cartella /wp-content/plugins compaiono due file
1- wp-comments.php
2- wp-comments-post.php
da questi due file rispettivamente va copiata la parte contenuta tra i commenti
e va copiata in altri due file:
a) /wp-content/themes/"tuo_tema"/comments.php
b) wp-comments-post.php contenuto nella directory principale.
Deve essere rispettata la corrispondenza dal file 1- al file a) e dal file 2- al file b). La posizione in cui deve avvenire l’innesto dei geni (infatti il risultato è un OGM) è indicata con precisione nelle istruzioni di Andrea Beggi, ma sono possibili anche delle varianti.
Nintendo Wii: ma esiste la libera concorrenza?
Stavo pensando di comprare il Nintendo Wii quindi ho fatto un giro per negozi. Il giro è stato fatto a Roma, zona Tiburtina. I negozi che trattano le consolle per videogiochi in quella zona sono, in buona sostanza, Eldo, Trony, Euronics, Panorama, Blockbuster, qualche km più in là c’è il centro commerciale Auchan.
Anzitutto desideravo provare la consolle, per vedere se è effettivamente rivoluzionaria come si legge: nessuno dei negozi dispone di una macchina di prova, mentre troneggiano quasi ovunque macchine di prova disponibili per la PS3 e la XBOX360. Anche chiedendo non è stato possibile provare il Wii.
Quello che però mi ha colpito negativamente è che sembra non esistere concorrenza: tutti i negozzi visitati hanno la stessa identica offerta, ovvero il Nintendo Wii completo di Wii Sports ad un prezzo variabile tra €259,00 ed € 259,90.
Una cosa analoga circa un mese fa la avevo riscontrata per il cellulare Sony Ericsson W810i, venduto all’epoca ovunque al prezzo di €299,00.
Mi chiedo se questo stato di cose derivi da una oggettiva situazione in cui il margine di guadagno è molto risicato per i rivenditori, al punto che non è possibile alcuno sconto a pena di rimetterci, o se invece non vi siano dietro logiche speculative del tipo ‘ora si vende a qualunque prezzo e non aumentiamo semplicemente per non favorire il concorrente/dirimpettaio’. Ovviamente la situazione peggiore sarebbe quella di una logica di cartello, del tipo ‘ora che abbiamo distrutto la concorrenza dei piccoli rivenditori e possiamo vendere tutti al prezzo più alto possibile, ma uguale, ed intascare il massimo introito possibile’.
Questo mi fa riflettere un pò sulla polemica degli ultimi mesi sull’idea di portare anche i carburanti nei centri commerciali, cosa che dovrebbe garantire una maggiore concorrenza tra i gestori a favore dei consumatori.
A parte che i gestori oggi hanno un margine di manovra estremamente esiguo, visto che il prezzo è in gran parte determinato dalla tassazione e dall’utile della compagnia di riferimento (ed in questi anni le compagnie hanno avuto utili da paura confermati dalle performance dei loro titoli in borsa), per quanto poi, non è che questo vantaggio economico per il consumatore si avrebbe solo fin quando non si annienta la concorrenza degli altri distributori?
Internet e democrazia – 2
Nell’ultimo periodo sono tornato più volte sulla possibilità di utilizzare internet come strumento di esercizio della democrazia.
Voglio segnalare una interdiscussione sull’argomento attualmente in corso sul blog di aghost ed invitare a partecipare tutti gli interessati.
E’ una illusione la democrazia tramite internet?
Mi è capitato di leggere un articolo di Franco Carlini su visionblog dove si affronta la questione su internet e democrazia partendo da un intervento di Stefano Rodotà.
La cosa che mi ha colpito è leggere ‘Sulle forme della democrazia e ancor più sull’illusione del voto in rete su ogni possibile decisione, la discussione è finita da tempo, dopo le ventate tecno-utopiche dei primi anni ’90 e chi frequenti l’insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera.’
Io la vedo in maniera totalmente diversa, ed avrei espresso volentieri la mia opinione tra i commenti di visionblog, ma sono aperti solo agli utenti registrati ed io non ho voglia di mandare giù a memoria un’altra password.
Rispondo qui e, nel mio piccolo, da non giornalista, non opinionista professionale, ma da persona pensante ritengo che la stampa ufficiale ed i media ufficiali siano caratterizzati da una unidirezionalità dell’informazione che non consente alcun feedback reale sulle notizie. Questo comporta che i media tradizionali con la loro potenza di fuoco possono ‘pompare’ una informazione e nasconderne completamente un’altra, ma non solo, la cosa grave è che possono ‘orientare’ l’opinione pubblica su quelle che sono le notizie.
Internet è un mezzo che da voce a chi la pensa in maniera diversa e che consente un livello di circolazione delle informazioni e delle idee, soprattutto quelle discordanti, impensabile fino all’altro ieri, che può avere anche una reale incidenza sulla realtà. Si tratta di un caso isolato?
Un caso forse banale in Italia: il tam tam tramite internet ha aiutato a raccogliere le firme che sono servite per abolire i costi di ricarica. Da questo alla democriazia diretta siamo lontani, però il fatto che internet consenta in maniera molto più facile di aggregare intorno ad un’idea o un obiettivo comune io lo ritengo asssolutamente innegabile.

