Steve Jobs ed ispirazione
Ho letto con molto piacere la biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson. La cosiglio veramente a tutti, perché oltre a passare per le invenzioni della Apple, dagli storici Apple I e Apple II, il MacIntosh, il Lisa, l’iMac e poi l’iPod, l’iPhone, l’iPad, ma anche la Pixar e la Next… ma non sono solo queti dettagli, oramai storici ad essere interessanti. La cosa he mi è molto piaciuta è ladescrizione del personaggio e la ricerca della persona che emergono dalla lettura e questo con il contributo di decine di interviste fatte a chi ha vissuto e lavorato insieme con lui… e in particolare la chicca di Bill Gates non è da sottovalutare, così come la sua visione del mondo dove la perfezione stava nella sintesi tra la visione umanistica e la tecnica ingegneristica.
L’unica cosa che non mi è piaciuta è la implicita condanna alle abitudini alimentari di Steve Jobs, bollate come ossessioni, mentre in realtà, oltre alla ispirazione da Ehret, c’è da dire in proposito che tutto l’igienismo naturale si basa su questi principi, che se non vissuti in maniera estremista, di sicuro consentono di vivere meglio. Tali principi oggi sono implicitamente condivisi dall’OMS, che raccomanda ben 7 porzioni di frutta e verdura freschi ogni giorno e la carne rossa al massimo una volta al mese.
Buona lettura a tutti.
Rispunta l’ICI
I banchieri festeggiano: è il loro governo!
Questa volta ce l’hanno fatta: l’Italia è loro! Presto prenderanno tutto quello che siamo in grado di produrre e tutti i beni esistenti. Taglieranno tutto ciò che è lo Stato Sociale ed i diritti conquistati dai nostri nonni e dai nostri padri (lavori, sanità, istruzione), monetizzeranno tutto il monetizzabile, privatizzando ogni risorsa… anche per vivere nelle nostre case rispunta l’ICI: cioè pagare un affitto allo stato.
Mi domando: anche questa volta sarà l’Italia a dare la grazia alla Chiesa?
Italia e Grecia pignorate, commissariate e, presto, all’asta…
Berlusconi è finito sotto, tra pochi giorni il maxi emendamento e poi le dimissioni. Nello stesso giorno la Grecia finisce sotto le mani della BCE: il nuovo primo ministro era il vice della BCE, ed ovviamente andrà lì solo per mettere all’asta i gioielli di famiglia allo scopo di ridurre il debito (ovvero l’esposizione della Grecia verso la BCE che è una spa, ovvero un’azienda privata). L’Italia, parallelamente, viene commissariata.
Quali scenari ci aspettano?
Nel maxi emendamento ci saranno misure che solo un politico in fase terminale potrebbe far approvare, tanto poi non dovrebbe presentarsi più alle elezioni, quindi, lacrime e sangue: privatizzazioni selvagge (le quote di eni, enel, ferrovie, aeroporti, insomma, tutte le partecipazioni statali in attivo potrebbero essere svendute, e chissà se con la scusa della crisi non privatizzino pure l’acqua….) saranno svenduti e cancellati molti diritti che i nostri bistrattati politici della DC e del PCI avevano dato creando una forma di stato democratico sociale… pensiamo subito all’art. 18, alle pensioni, al tfr…
… e se non dovesse bastare alla BCE?
… un governo tecnico! Nessun politico potrebbe agire drasticamente e velocemente… quindi… come all’epoca di Ciampi… un governo tecnico!
Che cosa farebbe un governo tecnico?
Non farebbe nient’altro che gli interessi della BCE… pensiamo alle riserve auree… ma anche ai beni culturali, alle spiagge, alle risorse naturali…
Oggi è un giorno triste per l’Italia!
Interessante
da leggere su Mario Draghi. Ho trovato anche delle interessanti domande per chi mastica l’inglese. Invece in italiano c’è altro materiale.
Domani piove…?
L’auto elettrica è una bufala?
Sento sempre più spesso che per risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico si debba puntare sull’auto elettrica. Da ingegnere mi viene di fare qualche riflessione.
L’energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma. Questo è un principio fondamentale della fisica. Il fatto che l’energia si trasforma significa che se brucio un carburante, che ha energia chimica lo trasformo in calore (energia termica), questa energia termica in un motore, la trasformo in movimento, energia cinetica. Fin qui tutto bellissimo. Il problema è che, come al solito, il diavolo ci mette la coda. Ad ogni trasformazione, una quota dell’energia iniziale, viene persa nella conversione, questo perché, semplicemente, i metodi che utilizziomo per operare la trasformazione non sono perfetti. Mi spiego, in un motore, bruciamo la benzina (energia chimica), la trasformiamo in calore (energia termica), che convertiamo in movimento (energia cinetica). Nel fare questo i nostri motori devono vincere gli attriti interni, alimentare pompe, ecc. e disperdono tantissimo del calore verso l’esterno, anzi, molto lo dissipiamo volontariamente con il sistema di raffreddamento di cui fa parte il radiatore, per evitare che fonda qualche particolare. Il rendimento dei migliori motori automobilistici oggi in commercio riesce anche a superare un rendimento del 30%. Vuol dire che riusciamo a trasformare in movimento (energia cinetica), colo il 30% dell’energia chimica disponibile nel carburante.
Supponiamo di utilizzare il carburante per ottenere energia elettrica in una centrale. I motori presenti nella centrale saranno di sicuro più efficienti, tuttavia poi ci sarà una perdita dovuta al trasporto lungo i cavi della rete elettrica, la conversione dell’energia elettrica nuovamente in energia chimica durante la ricarica della batteria, ed infine la trasformazione dell’energia chimica contenuta nella batteria in energia cinetica, il movimento delle ruote. Qual è il rendimento finale?
A mio avviso l’auto elettrica è calibrata esclusivamente sulla problematica dell’inquinamento delle grandi città. Si tratterebbe, in realtà, solo di spostare una parte dell’inquinamento dalle grandi città verso le zone periferiche in cui sono le centrali elettriche.
A mio avviso, un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale, ampie pedonalizzazioni (ed in queste zone i trasporti pubblici dovono essere liberi e gratuiti), parcheggi di scambio e dispositivi tipo il kers della Formula 1 sono la strada, con minori costi di aggiornamento tecnologico ricadenti sull’utente finale.

